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Francesco Chiantese

Occupation
"Chi rinuncia al sogno è costretto a masturbarsi epr semrpe con la realtà" E.Flaiano
"Io sono fiero del mio sognare di questo eterno mio incespicare e rido in faccia a quello che cerchi e che mai avrai".
F. Guccini

QOELET un uomo che parla

Accade che siamo sempre ciò siamo già stati
January 04

ECCO IL NUOVO BLOG!!!

Finalemente ragazzi,,,tra un primop paitto, ed un secondo al risotrante, tr auna prova e l'altra in teatro, tra una discussione e l'altra in famiglia, tra una delusione e l'altra sul pianoa ffettiv....ah.
Ho fatto partire il nuovo blog.
E' collegato, come già vi dicevo, con la mia homepage www.francescochiantese.it una volta là basterà cliccare su "blog" nella prima pagina. Tra un paio di giorni sarà semplicemente possibile andare al sito http://blog.francescochiantese.it
ma devono attivarmi il dns.

vi prego fate visite, come le facevate qui, quando e come vorrete.
Lì spero di avere un posto più intimo ed indipoendente con la possibilità, anche da aprte vosta, di commentare i miei post con file, link, inviando documenti e chi più ne ha più ne metta.

Dalla prima apgina di www.francescochiantese.it potete anche registrarvi in modo da ricevere una nwesletter (non frequente...tranquilli...sulle mie attività) e poter accedere alle sessioni download e cartoline virtuali che ci saranno dalla prossima settimana circa.

December 28

francescochiantese.it

Carissimi amici vi comunico che questo periodo di silenzio è servito alla nascita di francescochiantese.it
Il sito ovviamente è la mia homepage personale.
Ma assieme a teatrourgente.it è anche lo strumento attraverso cui racconto il mio teatro.
 
Sto capendo se ha senso trasferire lì anche questo blog, quello che è sicuro è che sulla prima pagina di francescochiantese.it c'è un link a questo blog come da qui sarà possibile cliccare il link alla sinistra per andare sul sito.
 
Spero che voi che mi fate compagnia qui facciate anche una capatina lì e lasciate un messaggio sul libro degli ospiti.
Lì...un pò alla volta tempo permettendo...sarà possibile leggere degli appunti della mia ricerca teatrale, ma anche alcune mie poesie e (vi ripeto...non so ancora) i miei pensieri e le mie opinioni come accade qui.
 
Mi aspetto un saluto, come si fa coi mazzi di fiori, quando uno inaugura una nuova casa.
 
Vi abbraccio tutti, tra qualche giorno mi rifaccio vivo. Adessot ra il lavoro di cameriere (per arrotondare) e tutto quello che abbiamo sul fuoco in teatro...non ho veramente un secondo di respiro.
 
 
December 16

Lista incompleta

Senza parole, inondo è solo una lista incompleta. 
 
Joe Petrosino
Tenente della Polizia di New York
Palermo, 12-3-1909
Cosimo Cristina
Giornalista de "L'ora", fondatore di "Prospettive siciliane"
Termini Imerese, 5-5-60
Pietro Scaglione
Procuratore della Repubblica
Palermo, 5-5-71
Antonino Lo Russo
Autista di Scaglione
Palermo, 5-5-71
Gaetano Cappiello
Agente di PS
Palermo, 2-7-75
Giuseppe Russo
Tenente Colonnello dei Carabinieri, comandante del Gruppo Investigativo di Palermo
Palermo, 20-8-77
Filippo Costa
insegnante
Palermo, 20-8-77
Giuseppe Impastato
Denunciò le attività della mafia di Cinisi
Cinisi, 9-5-78
Filadelfio Aparo
Vice Brigadiere della Squadra Mobile
Palermo, 11-1-79
Mario Francese
Giornalista del "Giornale di Sicilia"
Palermo, 26-1-79
Michele Reina
Segretario provinciale della DC
Palermo, 9-3-79
Boris Giuliano
Capo della Squadra Mobile di Palermo
21-x-79
Cesare Terranova
Consigliere di Corte d'Appello
Palermo, 25-9-79
Lenin Mancuso
Maresciallo di Polizia
Palermo, 25-9-79
Piersanti Mattarella
Presidente della Regione Sicilia
Palermo, 6-1-80
Emanuele Basile
Capitano dei Carabinieri di Monreale
3-5-80
Gaetano Costa
Procuratore della Repubblica di Palermo
Palermo, 6-8-80
Stefano Bontade
Boss mafioso
Palermo, 23-4-81
L'omicidio di Bontade coincide con l'inizio di una guerra tra famiglie mafiose che nei due anni successivi conterà un migliaio di morti.
Salvatore Inzerillo
Boss mafioso
x, 11-5-81
Vito Jevolella
Maresciallo dei Carabinieri
Palermo, 10-10-81
Nicolò Piombino
Carabiniere in pensione
Palermo, 26-1-82
Pio La Torre
Segretario Regionale del PCI
Palermo, 30-4-82
Rosario Di Salvo
Collaboratore di Pio La Torre
Palermo, 30-4-82
Paolo Giaccone
medico legale
Palermo, 11-8-82
Carlo Alberto Dalla Chiesa
Prefetto di Palermo
Palermo, 3-9-82
Emanuela Setti Carraro
Moglie del Prefetto Dalla Chiesa
Palermo, 3-9-82
Domenico Russo
Agente di PS
Palermo, 3-9-82
Calogero Zucchetto
Agente di PS
Palermo, 14-11-82
Gian Giacomo Ciaccio Montalto
Sostituto Procuratore
Trapani, 24-1-83
Barbara Asta
muore con i due figli nel fallito attentato al Sostituto procuratore di Trapani Carlo Palermo
Trapani, 2-4-83
Mario D'Aleo
Capitano dei Carabinieri
Palermo, 13-6-83
Giuseppe Bommarito
Appuntato dei Carabinieri
Palermo, 13-6-83
Pietro Morici
Carabiniere
Palermo, 13-6-83
Rocco Chinnici
Giudice
Palermo, 29-7-83
Stefano Li Sacchi
Portiere dello stabile dove si compie l'attentato a Chinnici
Palermo, 29-7-83
Salvatore Bartolotta
Agente di PS
Palermo, 29-7-83
Mario Trapassi
Agente di PS
Palermo, 29-7-83
Giuseppe Fava
Giornalista del "Giornale del Sud" e de "I Siciliani"
Catania, 5-1-84
Leonardo Vitale
Mafioso pentito
Palermo, 2-12-84
Salvatore Anselmo
Mafioso pentito
Palermo, x-x-85
Giuseppe Montana
Funzionario di PS
Palermo, 27-7-85
Durante le indagini per quest'omicidio, muore in carcere per le torture cui é sottoposto durante un interrogatorio il calciatore Salvatore Marino.
Antonino "Ninni" Cassarà
Vice Capo della Squadra Mobile di Palermo
Palermo, 6-8-85
Roberto Antiochia
Agente di PS
Palermo, 6-8-85
Santo Alleruzzo
Figlio di Giuseppe Alleruzzo, boss di Paternò
x, x-6-87
Lucia Anastasi
Moglie di Giuseppe Alleruzzo, boss di Paternò
x, x-7-87
Antonino Saia
Amico di Salvatore Parisi, mafioso pentito
x, 5-11-87
Gaetano Miano
Fratello di Ciccio, Roberto, Giuseppe e Santo, mafiosi pentiti
Catania, 21-11-87
Giuseppe Insalaco
Ex Sindaco di Palermo
Palermo, 12-1-88
Natale Mondo
Agente di PS
Palermo, 14-1-88
Donato Boscia
Imprenditore
x, 9-3-88
Francesca Citarda
Moglie di Giovanni Bontade, fratello di Stefano
Palermo, x-9-88
Alberto Giacomelli
Giudice in pensione
Trapani, 14-9-88
Antonino Saetta
Magistrato
Palermo, 25-9-88
Luigi Ranieri
Imprenditore
x, x-12-88
Giovanni Bonsignore
Funzionario regionale
Palermo, 9-5-89
Antonino Agostino
Agente di PS
Palermo, 5-8-89
Ida Castellucci
Moglie di Agostino
Palermo, 5-8-89
Leonarda Cosentino
Madre di Francesco Marino Mannoia, pentito
Bagheria, 23-9-89
Vincenza Marino Mannoia
Sorella di Francesco Marino Mannoia, pentito
Bagheria, 23-9-89
Lucia Cosentino
Zia di Francesco Marino Mannoia, pentito
Bagheria, 23-9-89
Giuseppe Miano
Mafioso pentito
Torino, 18-3-90
Rosario Livatino
Giudice
Canicattì, 21-9-90
Antonino Scopelliti
Giudice
Reggio Calabria, 9-8-91
Libero Grassi
Imprenditore
Palermo, 29-8-91
Paolo Arena
Segretario DC di Misterbianco (CT)
27-9-91
Salvo Lima
Deputato della DC al Parlamento Europeo
Palermo, 12-4-92
Giuliano Guazzelli
Maresciallo dei Carabinieri
Agrigento, 14-4-92
Paolo Borsellino
Imprenditore
Lucca Sicula (AG), 21-4-92
Giovanni Falcone
Giudice
Capaci, 23-5-92
Francesca Morvillo
Giudice
Capaci, 23-5-92
Antonio Montinaro
Agente di PS
Capaci, 23-5-92
Vito Schifani
Agente di PS
Capaci, 23-5-92
Rocco Di Cillo
Agente di PS
Capaci, 23-5-92
Paolo Borsellino
Giudice
Palermo, 19-7-92
Emanuela Loi
Agente di PS
Palermo, 19-7-92
Walter Cusina
Agente di PS
Palermo, 19-7-92
Vincenzo Li Muli
Agente di PS
Palermo, 19-7-92
Claudio Traina
Agente di PS
Palermo, 19-7-92
Agostino Catalano
Agente di PS
Palermo, 19-7-92
Rita Atria
figlia di un mafioso, muore suicida dopo la morte di Borsellino con il quale aveva iniziato a collaborare
Roma, 27-7-92
Giovanni Lizzio
Ispettore della Squadra Mobile
Catania, 27-7-92
Ignazio Salvo
Esattore, condannato per associazione mafiosa
Palermo, 17-9-92
Paolo Ficalora
Proprietario di un villaggio turistico
Castellammare del Golfo, 28-9-92
Gaetano Giordano
Commerciante
Gela, 10-12-92
Giuseppe Borsellino
Imprenditore, padre di Paolo, ucciso ad Aprile
Lucca Sicula (AG), 17-12-92
Beppe Alfano
Giornalista de "La Sicilia"
Barcellona, 8-1-93
Don Pino Puglisi
Parroco del quartiere Brancaccio
Palermo, 15-9-93
Liliana Caruso
Moglie di Riccardo Messina, pentito
Catania, x-7-94
Agata Zucchero
Suocera di Riccardo Messina, pentito
Catania, x-7-94
Domenico Buscetta
Nipote di Tommaso Buscetta, pentito
Palermo, 6-3-95
Carmela Minniti
Moglie di Benedetto Santapaola, boss catanese
Catania, 1-9-95
Giuseppe Montalto
Agente di Custodia del Carcere dell'Ucciardone
Trapani, 23-12-95
Gaspare Stellino
Commerciante, morto suicida per non deporre contro i suoi estortori
Alcamo, 12-9-97
December 13

Piazza Fontana

Non si può dare un titolo diverso a quello che accadde trentasei anni fai.
Non sono tantissimi, sono veramente pochi.
 
Accade nella storia dell'uomo, spesso, che qualcosa a cui non hai aprtecipato segni comunque e semrpe la tua stessa vita.
Accade così, ed accade spesso.
Questa è la distanza tra essere un uomo, ed essere uomini; tra la storia dell'uomo, e la storia degli uomini.
 
Accadde trentasei anni fa, io ne ho ventisei, quindi neanche ero nato.
Mio padre si, ed anche il apdre di mio padre, e mia madre, e la madre di mia madre.
Eppure la mia vita sarebbe stata tanto diversa senza quel 12 dicembre.
Un universo di nomi, simboli, e poi ancora nuovamente solo nomi che fa aprte anche del mio stesso universo.
Calabresi, Pinelli, Valepreda, Freda, Ventura, Giannettini.
Soprattutto quel Pinelli mi ricordo.
Quello che per coprire un segreto di stato, ne inventiamo un altro.
Quello là.
 
Tutto quello che so della Strage di Paizza Fontana di trentasei anni fa, se ne sta confuso, benche abbia letto libri, benchè abbia cercato di ordinare.
Forse avrei voluto avere in ordine cose nate epr restare disordinate.
 
Quello che so, è che passando avanti ed indietro la storia i Italia, ci si accorge che quel giorno è cambiato qualcosa.
Quel giorno abbiamo perso la verginità.
Da quel giorno non siamo più in grado socialmente di provare vergogna.
 
La vergogna, cito a memoria "relazioni Pericolose" è come il dolore che hai provato.
Lo senti solo la prima volta.
 
Se volete altre informazioni su Piazza Fontana potete cliccare qui oppure qui
 
 
 
 
December 12

Memento mori

l'ho sognato stanotte.
io sogno sempre, nel senso che ricordo quasi tutti i giorni i sogni fatti la notte precedente.
memento mori.
 
ho sognato un'amica mia cara che, in alcuni momenti di felicità, mi ripeteva "memento".
Solo questo "memento".
 
Sono le parole con cui nella liturgia romana della chiesa cattolica in latino si iniziava il momento di commemorazione dei morti.
"memento" ricordo...un ricordo vivo.
 
Nel sogno non avevo paura, solo un senso strano come quando qualcosa sta per cambiare, come se qualcosa di importante e sconvolgente sta per succedere.
memento.
 
Nel sogno, però, non capivo. Quasi mi infastidiva che la mia amcia mi dicesse quel suo "memento" diventando improvviso sera e grave nonostante la sua felicità.
 
Stamani ho ricordato.
memento...memento...memento mori.
Ricordati che devi morire.
 
Il saluto che usavano tra di loro i frati trappisti.
Memento mori.
Una specie di carpe diem al contrario.
Dal punto di vista del dopo.
 
Memento mori.
Cosa vorra dire?
Ricordati che devi morire?
Perchè in sogno stanotte?
 
Quasi come se me stesso volesse mettere fretta a me stesso.
Memento mori.
 
 
December 09

Oreste Fernando Nannetti

Durante i primi dodici anni della sua permanenza in manicomio, Oreste Fernando Nannetti  ha decorato le pareti esterne di uno dei padiglioni del manicomio con un lungo graffito in forma di libro, fatto di pagine alte quasi due metri e di varia larghezza.
Il suo libro, in cui narra di una storia e di una geografia, di una chimica e di una astronomia chiaramente parallele alla nostra, in cui periodicamente lui stesso appare.
Per anni studiosi si sono interrogati sul senso di quelle scritte, fino a riconoscerne un alfabeto unico e nuovo, a tratti fonetico (come il ostro) a tratti simbolico.
La cosa che li stupiva maggiormente era le goegrafia di quei graffiti.
In alcuni punti salivano e scendevano, come a formare delle onde.
Si sono interrogati anche sul senso di questo.
Dopo circa dodici anni di internamento (dei 20 circa che ne hanno causato la morte) alcuni medici si sono decisi a chiedere allo stesso Oreste il pechè di quelle strane curve.
Oreste, che nel parlare dei suoi graffiti riconosceva nel loro autore un suo doppio (NOF4), diede una semplice spiegazione.
Il suo enrome graffito, aveva quella forma, perchè non se la sentiva di chiedere agli altri internati di spostaresi dalle pareti, a cui erano appoggiati, a farsi scaldare dal sole.
 
Mi hanno raccontato questa storia mentre leggevo Artaud. Sono andato a vedere quel che resta di quei graffiti, e mi semrbava di vedere Artoad là.
Mi sembrava di poter leggere i suoi manoscritti.
 
La follia è atavica.
Il suo linguaggio è più vecchio delle pieghe delle nostre mani.
La follia è una delle cose più umane che conosca.
Anche laddove non c'è qualcuno che ti riconosca come folle, puoi trovare in te, segni, tracce, linguaggi emotivi che gli appartengono; ed in lei segni, tracce, linguaggi che appartengono a te.
 
December 08

Teatro Urgente

 

Secondo Manifesto per un Teatro Urgente 

 logo urgenti.jpg

Esiste un teatro che nasce dalle differenti urgenze della comunità che vive con esso.

Le donne e gli uomini che gli danno la vita scelgono il dubbio come madre della propria azione e la ricerca come linguaggio per dialogare con le proprie urgenze.

Questo teatro ha scelto come propri antenati tutti coloro che hanno fatto ricerca e come propria geografia la geografia appartenente a tutti coloro che fanno ricerca.

Lo spazio di lavoro di questo teatro è il limite della donna e dell'uomo, ed allo stesso tempo il limite della società in cui essi sono inseriti.

Questo teatro sceglie di avere il limite come casa e vi sta con tutta la sacralità con cui i nomadi abitano i posti che scelgono per la notte.

Questo teatro non ha bisogno di nulla ed ha necessità di tutto.

I suoi attori costruiscono attorno a se una tenda per poter lavorare tranquilli senza distrarsi, ne chiamarsi fuori, dal mondo di cui fanno parte.

Essi dialogano tra loro con le parole, i gesti, i segni, ed i riti che gli appartengono come singoli artisti; e dialogano con il territorio che li ospita, e in esso con le persone, attraverso gli elementi della nuova tradizione che appartiene loro in quanto comunità che crea.

Gli Urgenti si dedicano quotidianamente al loro artigianato, mettendosi alla ricerca di una nuova grammatica: in questo il loro è un teatro profetico, perché coniuga parole antiche per dire cose nuove.

Essi rivendicano per il loro teatro il ruolo di osservatorio del quotidiano, di altare scomodo su cui salire per scoprire ed annunciare che il re è ancora una volta nudo; in questo il loro teatro è eretico, in quanto vive della necessità di prendere posizione rispetto alla vita che incontra.

Il loro Teatro Urgente è una pratica umana che li mette in dialogo con gli aspetti più intimi della loro umanità, per ascoltare l’uomo e raccontarlo agli uomini; in questo il loro teatro è sacro.

 

 

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Non avevo ancora colto l'occasione per presentarvi il collettivo di ricerca teatrale che seguo da cinque anni.

Lo faccio adesso postando qui il Secondo Manifesto per un Teatro Urgente (scritto da noi pochissimo tempo fa) ed invitandovi a visitare (magari a registrarvi per accedere alle sessioni speciali e per rimanere in contatto con le attività del collettivo) www.teatrourgente.it

Non consideratole meramente spamming.

Moltissime delle nostre attività sono gratuite ed il sito www.teatrourgente.it è quasi una piccola comunità virtuale; non esisto senza il mio teatro. Sarebbe come conoscermi senza una parte del mio corpo.

December 07

fumo

Il mio sigaro, benchè si chiami toscano, assomiglia sempre molto alle città emiliane.
Qui il fumo non sale vertiginosamente verso l'altro, piuttosto preferisce restare in prossimità della sua fonte.
 
Così capita di starsene fermi ad aspettare il treno, o di andarsene in giro tra i portici, con la propria nuvoletta personale a coprirci il viso.
come una maschera.
come un'alibi.
 
Fanno così anche i miei pensieri, quando sono qui.
Diventano densi.
 
Ultime ore di lavoro qui a Modena, poi si torna in Toscana, e sabato debuttiamo ad Ostia.
 
 
December 04

e si riparte....

oggi come a quattordici anni...
 
 Piccola città, bastardo posto,
appena nato ti compresi o fu il fato che in tre mesi mi spinse via;
piccola città io ti conosco,
nebbia e fumo non so darvi il profumo del ricordo che cambia in meglio,
ma sono qui nei pensieri le strade di ieri, e tornano
visi e dolori e stagioni, amori e mattoni che parlano...

Piccola città, io poi rividi
le tue pietre sconosciute, le tue case diroccate da guerra antica;
mia nemica strana sei lontana
coi peccati fra macerie e fra giochi consumati dentro al Florida:
cento finestre, un cortile, le voci, le liti e la miseria;
io, la montagna nel cuore, scoprivo l' odore del dopoguerra...

Piccola città, vetrate viola,
primi giorni della scuola, la parola ha il mesto odore di religione;
vecchie suore nere che con fede
in quelle sere avete dato a noi il senso di peccato e di espiazione:
gli occhi guardavano voi, ma sognavan gli eroi, le armi e la bilia,
correva la fantasia verso la prateria, fra la via Emilia e il West...

Sciocca adolescenza, falsa e stupida innocenza,
continenza, vuoto mito americano di terza mano,
pubertà infelice, spesso urlata a mezza voce,
a toni acuti, casti affetti denigrati, cercati invano;
se penso a un giorno o a un momento ritrovo soltanto malinconia
e tutto un incubo scuro, un periodo di buio gettato via...

Piccola città, vecchia bambina
che mi fu tanto fedele, a cui fui tanto fedele tre lunghi mesi;
angoli di strada testimoni degli erotici miei sogni,
frustrazioni e amori a vuoto mai compresi;
dove sei ora, che fai, neghi ancora o ti dai sabato sera?
Quelle di adesso disprezzi, o invidi e singhiozzi se passano davanti a te?

Piccola città, vecchi cortili,
sogni e dei primaverili, rime e fedi giovanili, bimbe ora vecchie;
piango e non rimpiango, la tua polvere, il tuo fango, le tue vite,
le tue pietre, l'oro e il marmo, le catapecchie:
così diversa sei adesso, io son sempre lo stesso, sempre diverso,
cerco le notti ed il fiasco, se muoio rinasco, finchè non finirà...
 
 
  La prima volta che sono sceso dal treno a Modena mi canticchiavo questo Guccini di vecchia data...ed un tizio, alla pensilina del 5 che va verso via Bolzano, mi guarda...e sorride.
Con quella faccia strana che fanno quelli che pensano "ma da ndo viene questo?"...come scendere dal treno a Napoli e cantare 'o sole mio.
Solo con meno umidità.
 
Se passate da lì...da Modena dico...non fate a meno di saltare in due posti:
1) La mitica torteria che c'è in centro. Ah...la mia salvezza. Fa la sacher quasi meglio di come la fanno lassù!
2) Teatro dei Venti Via Bolzano...una garanzia di ottimi spettacoli...e se vi va di cimentarvi...laboratorio teatrale con Stefano Tè.
L'ho invitato a farne uno da noi a Montepulciano, ha fatto scalzare gli allievi, e li ha portati "a corsa" da Porta Cavina fino in Piazza Duomo. "almeno facciamo vedere ce ci siamo" ha commentato.
ah...
 
p.s ovvia capatina a Bologna. Spero per un pranzo o una cena. Magari da Vito.
torno mercoledì notte e vi racconto...poi sabato Roma, spettacolo al teatro del lido di ostia
  
 
 
December 03

Inquisizione

Qualche volta, nonostante tutto, si riesce ad amare ancora qualcuno.
Qualche volta, nonostante tutto si sbaglia ancora.
Ci si abitua a questo.
 
Non ci si abitua al fatto che spesso, basta fare uno sbaglio, che gli altri fanno a gara a vomitarti addosso il tuo affetto sbagliato.
 
Di codesto vomito ne ho un catino pieno.
Di affetto perfetto, invece, non ne ho mai visto in giro.
 
Qualche volta è più facile credere in dio che spegnere il giudizio di un inquisitore.
Qualche volta vi è più difficile giudicare che farmi domande.
December 02

Rosa Parks scelse

50 anni ed un giorno fa.
Una donna.
Si rifiuto di alzarsi in piedi.
Scelse di rimanere seduta.
Un segno al contrario.
Quando sedersi, stare in basso, poteva voler dire privilegio.
Mi fa sorridere pensarci.
50 anni ed un giorno fa; non è tanto. 
Un popolo imparò ad alzarsi in piedi, perchè una donna voleva poter restare seduta.
50 anni ed un giorno fa Rosa Parks scelse di non alzarsi.
Scelse.
Scelse di rimanere a sedere nonostante il colore della sua pelle.
Rosa Parks.
La madre dele eresie del contemporaneo.
Non cedette il suo posto ad un bianco, benchè la legge glielo imponesse.
Benchè la legge glielo imponesse sclese ciò che riteneva giusto.
Non sapeva di aver graffiato il cuore di una società, di aver generato una rivoluzione.
Da quel gesto, da quel segno, inizio la lotta contro l'apartheid.
 
Quella generazione sapeva ancora generare eresie.
 
 
December 01

Vengono

Arrivano.
Valli ad accogliere alla finestra.
Io ho paura.
L'aria s'è rarefatta.
S'è fatto presto non ho più la scusa del tempo.
Devo parlare, respirare fino in fondo, tirare fuori tutto.
Arrivano.
Valli ad accogliere alla finestra.
Hanno sentito il mio profumo, ringhiano, portano le bende.
Le mie bende sottili.
Conoscono le mie parole; hanno studiato.
Sanno le domande che farò, le risposte che tacerò.
Valli ad accogliere alla finestra bambino, vai tu.
Sorridi.
Che non sappiano che qua dentro c'è ancora un uomo vivo.
 
 
 
 

A che punto è la notte

Qoelet:
 
Sentinella.
Sentinella?
A che punto è la notte.
Quanto tarda il giorno ad arrivare ai nostri occhi, profughi verso occidente.
Sentinella.
Sentinella?
A che punto è la notte.
Qualche volta occorre scavare profondamente per accorgersi del giorno.
Sentinella.
Sentinella?
A che punto è la notte.
Dove potremo nasconderci per fingere che ancora tutto è nascosto ed uguale.
Sentinella.
Sentinella?
A che punto è la notte.
Quanto tarda il giorno ad arrivare ai nostri occhi, profughi verso occidente.
Qualche volta occorre scavare profondamente per accorgersi del giorno.
Dove potremo nasconderci per fingere che ancora tutto è nascosto ed uguale.
Sentinella?
 
Sentinella:
Io mi volto dall'altra parte.
Fremo le mani sugli occhi perchè dal mio buio nasca l'intuizione che nessuno può vedermi.
Io gioco ancora coi bambini.
 
 
 
November 30

Tra me e l'albero.

Io aspetto
che la distanza
tra me e l'albero
ammonisca dio sullo stato delle cose, sui miei sbagli, sulle mie libertà.
 
Aspetto che le dita rrivono alla bocca.
Che i piedi pretendano il silenzio delle mani;
che ricominci il suono sordo che fa la terra
quando vuole che il cielo l'ascolti.
 
Signori giudici.
Non si giudica un uomo che aspetta di fare
il prossimo sbaglio.
Si aspetta piuttosto
che cada da solo
e non possa far altro che ammettere
la sua solitudine. 
 
 
 
 
 
November 29

stasera rock.

eh...caro vecchio humbuking e chitarra minimalista...qtasera ne avevo proprio bisogno e così vi regalo un pò di Lindo Ferretti...comprte il disco, è vecchio e bello, Tabula rasa elettrificata...almeno quando vi sentite come me stasera, quando la politica dei mercanti vi ha proprio stancato...ecco...ve lo mettete nelle orecchie e lasciate un pò che sia lui a gridare per voi.
A meno che non viviate in campagna.
in isolamento.
Allora far gridare qualcuno al posto vostro, sarebbe come tirarsi una pugnetta.
 
Ah....
November 28

Camminata.

Chi si difende non può fare teatro. Forse vivacchiare un pò, questo si. Camminare sul quotidiano è una questione di disequilibrio, chi sta ben fermo sulla propria posizione, sulle proprie opinioni, chi si afferra stabilmente alle proprie emozioni, alle parole dette, alle promesse fatte come se fossero infrangibili: cade facilmente. Basta una spinta, che prima o poi si sa, da qualche parte arriva.

Guernica

Non l’ho mai visto da vicino.

Dicono sia grandissimo, lo dicono i manuali, lo dicono gli amici più fortunati di me.

Ho un’idea del guernica di Picasso, come di un colpo di fioretto.

Ho l’idea di una società che segue con lo sguardo la punta, che gira e si intreccia, fino all’istante prima di essere punta.

Ahi! Niente più. Non un’amputazione, non una ferita mortale, ma un taglio sottile e profondo in un fianco; nulla da impedire movimenti, ma una qualcosa di astuto, che ogni volta che ti muovo "ahi", lo senti.

Un’immagine spezzata.

Guernica, per chi non lo sapesse, è una piccola città spagnola che ha il triste primato di essere stata la prima città bombardata nel ’37, di notte.

Guernica è uno sguardo di sbieco con cui Picasso ha ferito l’umanità, durante l’esposizione mondiale di Parigi nel ’37.

E’ uno sguardo blu di cielo notturno.

Guernica sono due notti.

Guernica sono due ferite della società a se stessa.

La prima, è opera di macellai.

La seconda è opera di maestri.

Maestro di fioretto, quel Picasso.

Mi ricorda, nel Guernica, quegli "scritti corsari" (degli editoriali e dei corsivi) con cui Pasolini sgridava la borghesia usando la voce stessa della borghesia (la prima pagina del corriere della sera).

Dove sono ora questi tiratori di stoccate traditrici? Questi uomini capaci di incidere e di scavare a fondo, senza eremitaggio? Dove sono questi corsari?

In questa realtà che regala ai ribelli, l’abito buono delle feste; che ospita gli eretici nelle loro nicchie.

Dove sono quelli che gridano la proprie verità con linguaggi efficaci, che han voglia di fare adepti, di contaminare, di essere ascoltati? Troppo facile gridare in alemanno ed in goto, che questo mondo non va.

Picasso, Pasolini. Sposavano la società e facevano figli. La vecchia abitudine dei ribelli, di inseminare le figlie dei padroni. Per cambiare il ceppo. per cambiare la radice. Per attendere frutti nuovi.

Di questo abbiamo bisogno.

 

 

November 25

Sentenze

Majori forsan cum timore sententiam in me fertis, quam ego accipiam.
 
E' forse maggiore la paura vostra nel pronunciare la sentenza della mia nel riceverla.
 
Giordano Bruno
 
 
Strana sensazione.
Appena ricordato, cosa che sarebbe dovuta accadere prima, che la mia compagnia è residejnte proprio nel comune di nascita e venerazione di San Bellarmino: l'inquisitore di Giordano Bruno.
A questo punto la consideriamo una benedizione dal basso sul progetto mio e di Massimiliano Larocca attorno alla figura dell'eretico.
 
Diciamo che gli diamo una carta per la rivincita.
Che poi a pensarci bene...Giovanni Paolo II ha chiesto scusa per aver bruciacchaito Bruno...ma mica ha scartato dalla lsita dei Santi Bellarmino...mah...
 
grazie per la vignetta a thehand (www.thehand.it)

Assenza

Stanotte ho dormito male.
Mi sono svegliato con la paura che lei fosse andata via.
Mi ero dimenticato che lei non era mai venuta.
 
Certe volte se ne sente l'assenza, quasi come fosse indispensabile una presenza che non dovrebbe esserlo affatto.
 
Nulla dovrebbe essere essenziale quando non lo si ha.
Questo ci regalerebbe una stabilità che qualche volta sognamo.
Tutto dovrebbe essere essenziale quando non lo si ha.
Per costringerci a partire ancora.
 
 
November 24

nascosta

Nascosta come i ricordi solo sanno fare, che rubano l'essere sottili a certe sfumature del giorno,nascosta.
In ogni carezza che ho buttato via, ogni immagine rafferma, ogni furto della mia vista alla mia vita, ogni notte sola ed ogni notte piena di gente,
in ogni parola detta ed in ogni pensiero taciuto.
Sempre tu.
Da un tempo così lungo che a qualcuno farebbe paura, mi manchi.
Anche dove non sei mai stata, adesso sei.
Quando la presenza si traveste da assenza è difficile camminbare coi piedi saldi, e sia ssume la posizione di chi è semrpe pronto a saltare,
per schivare un colpo
per prendere un pugno a volo.
 
Adesso cerco quel che resta di me, lungo i contorni del ricordo di te, tra le immagini scomposte dell'ennesimo vagone, dell'ennesimo treno.
 
November 23

Cosa ricordare

Accade che i viaggi, spesso, partano dalle dita.
Accade che l'unica cosa di cui hai veramente voglia è imparare a memoria ogni più piccolo istante della sua pelle.
Conoscerne odori, temperature, colori, riconoscerne il tatto chiudendo gli occhi, come fai per ascoltare meglio la sua voce, come per poterla rintracciare, domani, nella folla di ogni giorno.
Accade che il modo in cui ti porge la punta delle dita, perchè tu le baci, conta per te più del suo nome; accade che è quello, quell'istante lì, che vorresti ricordare per sempre; che vorresti investire la vita a ricercarlo.
 
Accade che il suo corpo, per qualche ora, diventi il tuo universo.

Serenità

Ieri sera è servito anche un pò di vino, non troppo, ma un pò si.
Anche un sigaro, ad un certo punto, per costringermi a fermare la testa ed i pensieri.
E' servito avere accanto la mia casa, quegli uomini e quelle donne in cui si giustificano la mia vita e le mie scelte.
E quasi, ad un certo punto della notte, mi è sembrato di ricordare la serenità vera dei bambini.
Grazie a chi era là.
Essere nudi senza averne troppa vergogna.
 
November 21

Notte Tonì

Notte.
Ti sei addormentato ieri ma iom l'ho scoperto oggi.
Me l'ha detto uno stupido giornale di provincia.
La parola overdose era scritta per esteso, il tuo nome puntato.
Forse sorrideresti se avessi saputo che ti ho riconosciuto perchè il giornale parlava dei tuoi cortometraggi.
Non credo che la tua morte servirà da lezione a nessuno, non credo che servirà a molto domandarsi perchè.
Non sei un mio amico.
Dovevamo fare una cosa assieme, dovevamo ma non avevo mai tempo di farti una telefonata.
Eppure eri della mia stessa razza.
 
Oggi muore uno della mia stessa razza.
La gente ci sputerà sopra, anche quelli che come me non si erano mai accorti del tuo mal, diranno che gli artisti fanno sempre una brutta fine; diranno che quel siciliano col cappell largo e i capelli lunghi, quello che girava casa per casa per farsir accontare storie dai vecchi con la telecamera si è fatto, era uno sballato, ed è morto.
Poveraccio.
 
Non si accorgeranno mai che mentre tu morivi, con quelle tue ultime riprese, cercavi di salvare la loro vita.
 
Notte Tonì.
Notte.
La nostra razza andrà avanti anche per te, scusami se non ho avuto tempo.
 
 
 
November 20

poeti maledetti

chiedete vino per inebriarvi
chiedete acqua per dissetarvi
non chiedete pane, non fate richieste inutili, nutrirsi non va più di moda.
 
scrivete lettere per dire addio?
io ne scrissi una tre anni fa, troppo lunga,
se ne avete voglia venite a cercarla, è qui in qualche libro, non ricordo
a tutti capita di fare sesso per non pensare
se ne avete voglia venite a cercarla, è in qualche libro, non ricordo
perchè non sono il tipo che all'ultimo minuto abbia voglia di parlare
non sono uno che prima di chiudere tutto vorrà raccontare qualcosa
 
quello che potevo dire l'ho già detto
chi ha ascoltato piangerà
molti altri han preferito la luna pallida e consolatrice
e quando saluterò tutti piangeranno per lei.
 
Ci sono cose che appaiono belle solo quando sono gli altri a raccontarle
passare la notte a scrivere e fumare non sempre fa di se poeti maledetti
 
November 18

Di Pasolini mi ricordo

di Pasolini mi ricordo che pure i morti possono parlare, non solo quelli morti da poco, i morti recenti...pure quelli morti da tempo, che te li ricordi nonni, che padri non riesci ad immaginarteli, e bambini per te non sono mai stati.
E mi ricordo che basterebbe poggiare l'orecchio per terra, per sentirli parlare.; ma che con le orecchie a terra ci sentiamo tutti un pò cojoni
 
L'eredità di Pasolini, quella che veramente ci lascia, quella degli ultimi film, quella delle ultime interviste, è una paura.
Un'incubo come eredità.
L'incubo di una generazione per cui tutto è normale, una generazione incapace di partorire eresie.
Una generazione profana e senza individui, insomma.
 
 
 
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