|
|
January 04 Finalemente ragazzi,,,tra un primop paitto, ed un secondo al risotrante, tr auna prova e l'altra in teatro, tra una discussione e l'altra in famiglia, tra una delusione e l'altra sul pianoa ffettiv....ah. Ho fatto partire il nuovo blog. E' collegato, come già vi dicevo, con la mia homepage www.francescochiantese.it una volta là basterà cliccare su "blog" nella prima pagina. Tra un paio di giorni sarà semplicemente possibile andare al sito http://blog.francescochiantese.it ma devono attivarmi il dns. vi prego fate visite, come le facevate qui, quando e come vorrete. Lì spero di avere un posto più intimo ed indipoendente con la possibilità, anche da aprte vosta, di commentare i miei post con file, link, inviando documenti e chi più ne ha più ne metta. Dalla prima apgina di www.francescochiantese.it potete anche registrarvi in modo da ricevere una nwesletter (non frequente...tranquilli...sulle mie attività) e poter accedere alle sessioni download e cartoline virtuali che ci saranno dalla prossima settimana circa. December 28 Carissimi amici vi comunico che questo periodo di silenzio è servito alla nascita di francescochiantese.it
Il sito ovviamente è la mia homepage personale.
Ma assieme a teatrourgente.it è anche lo strumento attraverso cui racconto il mio teatro.
Sto capendo se ha senso trasferire lì anche questo blog, quello che è sicuro è che sulla prima pagina di francescochiantese.it c'è un link a questo blog come da qui sarà possibile cliccare il link alla sinistra per andare sul sito.
Spero che voi che mi fate compagnia qui facciate anche una capatina lì e lasciate un messaggio sul libro degli ospiti.
Lì...un pò alla volta tempo permettendo...sarà possibile leggere degli appunti della mia ricerca teatrale, ma anche alcune mie poesie e (vi ripeto...non so ancora) i miei pensieri e le mie opinioni come accade qui.
Mi aspetto un saluto, come si fa coi mazzi di fiori, quando uno inaugura una nuova casa.
Vi abbraccio tutti, tra qualche giorno mi rifaccio vivo. Adessot ra il lavoro di cameriere (per arrotondare) e tutto quello che abbiamo sul fuoco in teatro...non ho veramente un secondo di respiro.
December 16 Senza parole, inondo è solo una lista incompleta.
Joe Petrosino Tenente della Polizia di New York Palermo, 12-3-1909 | Cosimo Cristina Giornalista de "L'ora", fondatore di "Prospettive siciliane" Termini Imerese, 5-5-60 | Pietro Scaglione Procuratore della Repubblica Palermo, 5-5-71 | Antonino Lo Russo Autista di Scaglione Palermo, 5-5-71 | Gaetano Cappiello Agente di PS Palermo, 2-7-75 | Giuseppe Russo Tenente Colonnello dei Carabinieri, comandante del Gruppo Investigativo di Palermo Palermo, 20-8-77 | Filippo Costa insegnante Palermo, 20-8-77 | Giuseppe Impastato Denunciò le attività della mafia di Cinisi Cinisi, 9-5-78 | Filadelfio Aparo Vice Brigadiere della Squadra Mobile Palermo, 11-1-79 | Mario Francese Giornalista del "Giornale di Sicilia" Palermo, 26-1-79 | Michele Reina Segretario provinciale della DC Palermo, 9-3-79 | Boris Giuliano Capo della Squadra Mobile di Palermo 21-x-79 | Cesare Terranova Consigliere di Corte d'Appello Palermo, 25-9-79 | Lenin Mancuso Maresciallo di Polizia Palermo, 25-9-79 | Piersanti Mattarella Presidente della Regione Sicilia Palermo, 6-1-80 | Emanuele Basile Capitano dei Carabinieri di Monreale 3-5-80 | Gaetano Costa Procuratore della Repubblica di Palermo Palermo, 6-8-80 | Stefano Bontade Boss mafioso Palermo, 23-4-81 L'omicidio di Bontade coincide con l'inizio di una guerra tra famiglie mafiose che nei due anni successivi conterà un migliaio di morti. | Salvatore Inzerillo Boss mafioso x, 11-5-81 | Vito Jevolella Maresciallo dei Carabinieri Palermo, 10-10-81 | Nicolò Piombino Carabiniere in pensione Palermo, 26-1-82 | Pio La Torre Segretario Regionale del PCI Palermo, 30-4-82 | Rosario Di Salvo Collaboratore di Pio La Torre Palermo, 30-4-82 | Paolo Giaccone medico legale Palermo, 11-8-82 | Carlo Alberto Dalla Chiesa Prefetto di Palermo Palermo, 3-9-82 | Emanuela Setti Carraro Moglie del Prefetto Dalla Chiesa Palermo, 3-9-82 | Domenico Russo Agente di PS Palermo, 3-9-82 | Calogero Zucchetto Agente di PS Palermo, 14-11-82 | Gian Giacomo Ciaccio Montalto Sostituto Procuratore Trapani, 24-1-83 | Barbara Asta muore con i due figli nel fallito attentato al Sostituto procuratore di Trapani Carlo Palermo Trapani, 2-4-83 | Mario D'Aleo Capitano dei Carabinieri Palermo, 13-6-83 | Giuseppe Bommarito Appuntato dei Carabinieri Palermo, 13-6-83 | Pietro Morici Carabiniere Palermo, 13-6-83 | Rocco Chinnici Giudice Palermo, 29-7-83 | Stefano Li Sacchi Portiere dello stabile dove si compie l'attentato a Chinnici Palermo, 29-7-83 | Salvatore Bartolotta Agente di PS Palermo, 29-7-83 | Mario Trapassi Agente di PS Palermo, 29-7-83 | Giuseppe Fava Giornalista del "Giornale del Sud" e de "I Siciliani" Catania, 5-1-84 | Leonardo Vitale Mafioso pentito Palermo, 2-12-84 | Salvatore Anselmo Mafioso pentito Palermo, x-x-85 | Giuseppe Montana Funzionario di PS Palermo, 27-7-85 Durante le indagini per quest'omicidio, muore in carcere per le torture cui é sottoposto durante un interrogatorio il calciatore Salvatore Marino. | Antonino "Ninni" Cassarà Vice Capo della Squadra Mobile di Palermo Palermo, 6-8-85 | Roberto Antiochia Agente di PS Palermo, 6-8-85 | Santo Alleruzzo Figlio di Giuseppe Alleruzzo, boss di Paternò x, x-6-87 | Lucia Anastasi Moglie di Giuseppe Alleruzzo, boss di Paternò x, x-7-87 | Antonino Saia Amico di Salvatore Parisi, mafioso pentito x, 5-11-87 | Gaetano Miano Fratello di Ciccio, Roberto, Giuseppe e Santo, mafiosi pentiti Catania, 21-11-87 | Giuseppe Insalaco Ex Sindaco di Palermo Palermo, 12-1-88 | Natale Mondo Agente di PS Palermo, 14-1-88 | Donato Boscia Imprenditore x, 9-3-88 | Francesca Citarda Moglie di Giovanni Bontade, fratello di Stefano Palermo, x-9-88 | Alberto Giacomelli Giudice in pensione Trapani, 14-9-88 | Antonino Saetta Magistrato Palermo, 25-9-88 | Luigi Ranieri Imprenditore x, x-12-88 | Giovanni Bonsignore Funzionario regionale Palermo, 9-5-89 | Antonino Agostino Agente di PS Palermo, 5-8-89 | Ida Castellucci Moglie di Agostino Palermo, 5-8-89 | Leonarda Cosentino Madre di Francesco Marino Mannoia, pentito Bagheria, 23-9-89 | Vincenza Marino Mannoia Sorella di Francesco Marino Mannoia, pentito Bagheria, 23-9-89 | Lucia Cosentino Zia di Francesco Marino Mannoia, pentito Bagheria, 23-9-89 | Giuseppe Miano Mafioso pentito Torino, 18-3-90 | Rosario Livatino Giudice Canicattì, 21-9-90 | Antonino Scopelliti Giudice Reggio Calabria, 9-8-91 | Libero Grassi Imprenditore Palermo, 29-8-91 | Paolo Arena Segretario DC di Misterbianco (CT) 27-9-91 | Salvo Lima Deputato della DC al Parlamento Europeo Palermo, 12-4-92 | Giuliano Guazzelli Maresciallo dei Carabinieri Agrigento, 14-4-92 | Paolo Borsellino Imprenditore Lucca Sicula (AG), 21-4-92 | Giovanni Falcone Giudice Capaci, 23-5-92 | Francesca Morvillo Giudice Capaci, 23-5-92 | Antonio Montinaro Agente di PS Capaci, 23-5-92 | Vito Schifani Agente di PS Capaci, 23-5-92 | Rocco Di Cillo Agente di PS Capaci, 23-5-92 | Paolo Borsellino Giudice Palermo, 19-7-92 | Emanuela Loi Agente di PS Palermo, 19-7-92 | Walter Cusina Agente di PS Palermo, 19-7-92 | Vincenzo Li Muli Agente di PS Palermo, 19-7-92 | Claudio Traina Agente di PS Palermo, 19-7-92 | Agostino Catalano Agente di PS Palermo, 19-7-92 | Rita Atria figlia di un mafioso, muore suicida dopo la morte di Borsellino con il quale aveva iniziato a collaborare Roma, 27-7-92 | Giovanni Lizzio Ispettore della Squadra Mobile Catania, 27-7-92 | Ignazio Salvo Esattore, condannato per associazione mafiosa Palermo, 17-9-92 | Paolo Ficalora Proprietario di un villaggio turistico Castellammare del Golfo, 28-9-92 | Gaetano Giordano Commerciante Gela, 10-12-92 | Giuseppe Borsellino Imprenditore, padre di Paolo, ucciso ad Aprile Lucca Sicula (AG), 17-12-92 | Beppe Alfano Giornalista de "La Sicilia" Barcellona, 8-1-93 | Don Pino Puglisi Parroco del quartiere Brancaccio Palermo, 15-9-93 | Liliana Caruso Moglie di Riccardo Messina, pentito Catania, x-7-94 | Agata Zucchero Suocera di Riccardo Messina, pentito Catania, x-7-94 | Domenico Buscetta Nipote di Tommaso Buscetta, pentito Palermo, 6-3-95 | Carmela Minniti Moglie di Benedetto Santapaola, boss catanese Catania, 1-9-95 | Giuseppe Montalto Agente di Custodia del Carcere dell'Ucciardone Trapani, 23-12-95 | Gaspare Stellino Commerciante, morto suicida per non deporre contro i suoi estortori Alcamo, 12-9-97 |

 |  |
December 13 Non si può dare un titolo diverso a quello che accadde trentasei anni fai.
Non sono tantissimi, sono veramente pochi.
Accade nella storia dell'uomo, spesso, che qualcosa a cui non hai aprtecipato segni comunque e semrpe la tua stessa vita.
Accade così, ed accade spesso.
Questa è la distanza tra essere un uomo, ed essere uomini; tra la storia dell'uomo, e la storia degli uomini.
Accadde trentasei anni fa, io ne ho ventisei, quindi neanche ero nato.
Mio padre si, ed anche il apdre di mio padre, e mia madre, e la madre di mia madre.
Eppure la mia vita sarebbe stata tanto diversa senza quel 12 dicembre.
Un universo di nomi, simboli, e poi ancora nuovamente solo nomi che fa aprte anche del mio stesso universo.
Calabresi, Pinelli, Valepreda, Freda, Ventura, Giannettini.
Soprattutto quel Pinelli mi ricordo.
Quello che per coprire un segreto di stato, ne inventiamo un altro.
Quello là.
Tutto quello che so della Strage di Paizza Fontana di trentasei anni fa, se ne sta confuso, benche abbia letto libri, benchè abbia cercato di ordinare.
Forse avrei voluto avere in ordine cose nate epr restare disordinate.
Quello che so, è che passando avanti ed indietro la storia i Italia, ci si accorge che quel giorno è cambiato qualcosa.
Quel giorno abbiamo perso la verginità.
Da quel giorno non siamo più in grado socialmente di provare vergogna.
La vergogna, cito a memoria "relazioni Pericolose" è come il dolore che hai provato.
Lo senti solo la prima volta.
Se volete altre informazioni su Piazza Fontana potete cliccare qui oppure qui
December 12 l'ho sognato stanotte.
io sogno sempre, nel senso che ricordo quasi tutti i giorni i sogni fatti la notte precedente.
memento mori.
ho sognato un'amica mia cara che, in alcuni momenti di felicità, mi ripeteva "memento".
Solo questo "memento".
Sono le parole con cui nella liturgia romana della chiesa cattolica in latino si iniziava il momento di commemorazione dei morti.
"memento" ricordo...un ricordo vivo.
Nel sogno non avevo paura, solo un senso strano come quando qualcosa sta per cambiare, come se qualcosa di importante e sconvolgente sta per succedere.
memento.
Nel sogno, però, non capivo. Quasi mi infastidiva che la mia amcia mi dicesse quel suo "memento" diventando improvviso sera e grave nonostante la sua felicità.
Stamani ho ricordato.
memento...memento...memento mori.
Ricordati che devi morire.
Il saluto che usavano tra di loro i frati trappisti.
Memento mori.
Una specie di carpe diem al contrario.
Dal punto di vista del dopo.
Memento mori.
Cosa vorra dire?
Ricordati che devi morire?
Perchè in sogno stanotte?
Quasi come se me stesso volesse mettere fretta a me stesso.
Memento mori.
December 09
Durante i primi dodici anni della sua permanenza in manicomio, Oreste Fernando Nannetti ha decorato le pareti esterne di uno dei padiglioni del manicomio con un lungo graffito in forma di libro, fatto di pagine alte quasi due metri e di varia larghezza.
Il suo libro, in cui narra di una storia e di una geografia, di una chimica e di una astronomia chiaramente parallele alla nostra, in cui periodicamente lui stesso appare. 
Per anni studiosi si sono interrogati sul senso di quelle scritte, fino a riconoscerne un alfabeto unico e nuovo, a tratti fonetico (come il ostro) a tratti simbolico.
La cosa che li stupiva maggiormente era le goegrafia di quei graffiti.
In alcuni punti salivano e scendevano, come a formare delle onde.
Si sono interrogati anche sul senso di questo.
Dopo circa dodici anni di internamento (dei 20 circa che ne hanno causato la morte) alcuni medici si sono decisi a chiedere allo stesso Oreste il pechè di quelle strane curve.
Oreste, che nel parlare dei suoi graffiti riconosceva nel loro autore un suo doppio (NOF4), diede una semplice spiegazione.
Il suo enrome graffito, aveva quella forma, perchè non se la sentiva di chiedere agli altri internati di spostaresi dalle pareti, a cui erano appoggiati, a farsi scaldare dal sole.
Mi hanno raccontato questa storia mentre leggevo Artaud. Sono andato a vedere quel che resta di quei graffiti, e mi semrbava di vedere Artoad là.
Mi sembrava di poter leggere i suoi manoscritti.
La follia è atavica.
Il suo linguaggio è più vecchio delle pieghe delle nostre mani.
La follia è una delle cose più umane che conosca.
Anche laddove non c'è qualcuno che ti riconosca come folle, puoi trovare in te, segni, tracce, linguaggi emotivi che gli appartengono; ed in lei segni, tracce, linguaggi che appartengono a te.
December 08
Secondo Manifesto per un Teatro Urgente

Esiste un teatro che nasce dalle differenti urgenze della comunità che vive con esso.
Le donne e gli uomini che gli danno la vita scelgono il dubbio come madre della propria azione e la ricerca come linguaggio per dialogare con le proprie urgenze.
Questo teatro ha scelto come propri antenati tutti coloro che hanno fatto ricerca e come propria geografia la geografia appartenente a tutti coloro che fanno ricerca.
Lo spazio di lavoro di questo teatro è il limite della donna e dell'uomo, ed allo stesso tempo il limite della società in cui essi sono inseriti.
Questo teatro sceglie di avere il limite come casa e vi sta con tutta la sacralità con cui i nomadi abitano i posti che scelgono per la notte.
Questo teatro non ha bisogno di nulla ed ha necessità di tutto.
I suoi attori costruiscono attorno a se una tenda per poter lavorare tranquilli senza distrarsi, ne chiamarsi fuori, dal mondo di cui fanno parte.
Essi dialogano tra loro con le parole, i gesti, i segni, ed i riti che gli appartengono come singoli artisti; e dialogano con il territorio che li ospita, e in esso con le persone, attraverso gli elementi della nuova tradizione che appartiene loro in quanto comunità che crea.
Gli Urgenti si dedicano quotidianamente al loro artigianato, mettendosi alla ricerca di una nuova grammatica: in questo il loro è un teatro profetico, perché coniuga parole antiche per dire cose nuove.
Essi rivendicano per il loro teatro il ruolo di osservatorio del quotidiano, di altare scomodo su cui salire per scoprire ed annunciare che il re è ancora una volta nudo; in questo il loro teatro è eretico, in quanto vive della necessità di prendere posizione rispetto alla vita che incontra.
Il loro Teatro Urgente è una pratica umana che li mette in dialogo con gli aspetti più intimi della loro umanità, per ascoltare l’uomo e raccontarlo agli uomini; in questo il loro teatro è sacro.
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Non avevo ancora colto l'occasione per presentarvi il collettivo di ricerca teatrale che seguo da cinque anni.
Lo faccio adesso postando qui il Secondo Manifesto per un Teatro Urgente (scritto da noi pochissimo tempo fa) ed invitandovi a visitare (magari a registrarvi per accedere alle sessioni speciali e per rimanere in contatto con le attività del collettivo) www.teatrourgente.it
Non consideratole meramente spamming.
Moltissime delle nostre attività sono gratuite ed il sito www.teatrourgente.it è quasi una piccola comunità virtuale; non esisto senza il mio teatro. Sarebbe come conoscermi senza una parte del mio corpo. December 07 Il mio sigaro, benchè si chiami toscano, assomiglia sempre molto alle città emiliane.
Qui il fumo non sale vertiginosamente verso l'altro, piuttosto preferisce restare in prossimità della sua fonte.
Così capita di starsene fermi ad aspettare il treno, o di andarsene in giro tra i portici, con la propria nuvoletta personale a coprirci il viso.
come una maschera.
come un'alibi.
Fanno così anche i miei pensieri, quando sono qui.
Diventano densi.
Ultime ore di lavoro qui a Modena, poi si torna in Toscana, e sabato debuttiamo ad Ostia.
December 04 oggi come a quattordici anni...
Piccola città, bastardo posto, appena nato ti compresi o fu il fato che in tre mesi mi spinse via; piccola città io ti conosco, nebbia e fumo non so darvi il profumo del ricordo che cambia in meglio, ma sono qui nei pensieri le strade di ieri, e tornano visi e dolori e stagioni, amori e mattoni che parlano...
Piccola città, io poi rividi le tue pietre sconosciute, le tue case diroccate da guerra antica; mia nemica strana sei lontana coi peccati fra macerie e fra giochi consumati dentro al Florida: cento finestre, un cortile, le voci, le liti e la miseria; io, la montagna nel cuore, scoprivo l' odore del dopoguerra...
Piccola città, vetrate viola, primi giorni della scuola, la parola ha il mesto odore di religione; vecchie suore nere che con fede in quelle sere avete dato a noi il senso di peccato e di espiazione: gli occhi guardavano voi, ma sognavan gli eroi, le armi e la bilia, correva la fantasia verso la prateria, fra la via Emilia e il West...
Sciocca adolescenza, falsa e stupida innocenza, continenza, vuoto mito americano di terza mano, pubertà infelice, spesso urlata a mezza voce, a toni acuti, casti affetti denigrati, cercati invano; se penso a un giorno o a un momento ritrovo soltanto malinconia e tutto un incubo scuro, un periodo di buio gettato via...
Piccola città, vecchia bambina che mi fu tanto fedele, a cui fui tanto fedele tre lunghi mesi; angoli di strada testimoni degli erotici miei sogni, frustrazioni e amori a vuoto mai compresi; dove sei ora, che fai, neghi ancora o ti dai sabato sera? Quelle di adesso disprezzi, o invidi e singhiozzi se passano davanti a te?
Piccola città, vecchi cortili, sogni e dei primaverili, rime e fedi giovanili, bimbe ora vecchie; piango e non rimpiango, la tua polvere, il tuo fango, le tue vite, le tue pietre, l'oro e il marmo, le catapecchie: così diversa sei adesso, io son sempre lo stesso, sempre diverso, cerco le notti ed il fiasco, se muoio rinasco, finchè non finirà...
La prima volta che sono sceso dal treno a Modena mi canticchiavo questo Guccini di vecchia data...ed un tizio, alla pensilina del 5 che va verso via Bolzano, mi guarda...e sorride.
Con quella faccia strana che fanno quelli che pensano "ma da ndo viene questo?"...come scendere dal treno a Napoli e cantare 'o sole mio.
Solo con meno umidità.
Se passate da lì...da Modena dico...non fate a meno di saltare in due posti:
1) La mitica torteria che c'è in centro. Ah...la mia salvezza. Fa la sacher quasi meglio di come la fanno lassù!
2) Teatro dei Venti Via Bolzano...una garanzia di ottimi spettacoli...e se vi va di cimentarvi...laboratorio teatrale con Stefano Tè.
L'ho invitato a farne uno da noi a Montepulciano, ha fatto scalzare gli allievi, e li ha portati "a corsa" da Porta Cavina fino in Piazza Duomo. "almeno facciamo vedere ce ci siamo" ha commentato.
ah...
p.s ovvia capatina a Bologna. Spero per un pranzo o una cena. Magari da Vito.
torno mercoledì notte e vi racconto...poi sabato Roma, spettacolo al teatro del lido di ostia
December 03
Qualche volta, nonostante tutto, si riesce ad amare ancora qualcuno.
Qualche volta, nonostante tutto si sbaglia ancora.
Ci si abitua a questo.
Non ci si abitua al fatto che spesso, basta fare uno sbaglio, che gli altri fanno a gara a vomitarti addosso il tuo affetto sbagliato.
Di codesto vomito ne ho un catino pieno.
Di affetto perfetto, invece, non ne ho mai visto in giro.
Qualche volta è più facile credere in dio che spegnere il giudizio di un inquisitore.
Qualche volta vi è più difficile giudicare che farmi domande. December 02 50 anni ed un giorno fa.
Una donna.
Si rifiuto di alzarsi in piedi.
Scelse di rimanere seduta.
Un segno al contrario.
Quando sedersi, stare in basso, poteva voler dire privilegio.
Mi fa sorridere pensarci.
50 anni ed un giorno fa; non è tanto.
Un popolo imparò ad alzarsi in piedi, perchè una donna voleva poter restare seduta.
50 anni ed un giorno fa Rosa Parks scelse di non alzarsi.
Scelse.
Scelse di rimanere a sedere nonostante il colore della sua pelle.
Rosa Parks.
La madre dele eresie del contemporaneo.
Non cedette il suo posto ad un bianco, benchè la legge glielo imponesse.
Benchè la legge glielo imponesse sclese ciò che riteneva giusto.
Non sapeva di aver graffiato il cuore di una società, di aver generato una rivoluzione.
Da quel gesto, da quel segno, inizio la lotta contro l'apartheid.
Quella generazione sapeva ancora generare eresie.
December 01 Arrivano. Valli ad accogliere alla finestra.
Io ho paura.
L'aria s'è rarefatta.
S'è fatto presto non ho più la scusa del tempo.
Devo parlare, respirare fino in fondo, tirare fuori tutto.
Arrivano.
Valli ad accogliere alla finestra.
Hanno sentito il mio profumo, ringhiano, portano le bende.
Le mie bende sottili.
Conoscono le mie parole; hanno studiato.
Sanno le domande che farò, le risposte che tacerò.
Valli ad accogliere alla finestra bambino, vai tu.
Sorridi.
Che non sappiano che qua dentro c'è ancora un uomo vivo.
Qoelet:
Sentinella.
Sentinella?
A che punto è la notte.
Quanto tarda il giorno ad arrivare ai nostri occhi, profughi verso occidente.
Sentinella.
Sentinella?
A che punto è la notte.
Qualche volta occorre scavare profondamente per accorgersi del giorno.
Sentinella.
Sentinella?
A che punto è la notte.
Dove potremo nasconderci per fingere che ancora tutto è nascosto ed uguale.
Sentinella.
Sentinella?
A che punto è la notte.
Quanto tarda il giorno ad arrivare ai nostri occhi, profughi verso occidente.
Qualche volta occorre scavare profondamente per accorgersi del giorno.
Dove potremo nasconderci per fingere che ancora tutto è nascosto ed uguale.
Sentinella?
Sentinella:
Io mi volto dall'altra parte.
Fremo le mani sugli occhi perchè dal mio buio nasca l'intuizione che nessuno può vedermi.
Io gioco ancora coi bambini.
November 30 Io aspetto
che la distanza
tra me e l'albero
ammonisca dio sullo stato delle cose, sui miei sbagli, sulle mie libertà.
Aspetto che le dita rrivono alla bocca.
Che i piedi pretendano il silenzio delle mani;
che ricominci il suono sordo che fa la terra
quando vuole che il cielo l'ascolti.
Signori giudici.
Non si giudica un uomo che aspetta di fare
il prossimo sbaglio.
Si aspetta piuttosto
che cada da solo
e non possa far altro che ammettere
la sua solitudine.
November 29 eh...caro vecchio humbuking e chitarra minimalista...qtasera ne avevo proprio bisogno e così vi regalo un pò di Lindo Ferretti...comprte il disco, è vecchio e bello, Tabula rasa elettrificata...almeno quando vi sentite come me stasera, quando la politica dei mercanti vi ha proprio stancato...ecco...ve lo mettete nelle orecchie e lasciate un pò che sia lui a gridare per voi.
A meno che non viviate in campagna.
in isolamento.
Allora far gridare qualcuno al posto vostro, sarebbe come tirarsi una pugnetta.
Ah.... November 28 
Chi si difende non può fare teatro. Forse vivacchiare un pò, questo si. Camminare sul quotidiano è una questione di disequilibrio, chi sta ben fermo sulla propria posizione, sulle proprie opinioni, chi si afferra stabilmente alle proprie emozioni, alle parole dette, alle promesse fatte come se fossero infrangibili: cade facilmente. Basta una spinta, che prima o poi si sa, da qualche parte arriva.
Non l’ho mai visto da vicino.
Dicono sia grandissimo, lo dicono i manuali, lo dicono gli amici più fortunati di me.
Ho un’idea del guernica di Picasso, come di un colpo di fioretto.
Ho l’idea di una società che segue con lo sguardo la punta, che gira e si intreccia, fino all’istante prima di essere punta.
Ahi! Niente più. Non un’amputazione, non una ferita mortale, ma un taglio sottile e profondo in un fianco; nulla da impedire movimenti, ma una qualcosa di astuto, che ogni volta che ti muovo "ahi", lo senti.
Un’immagine spezzata.
Guernica, per chi non lo sapesse, è una piccola città spagnola che ha il triste primato di essere stata la prima città bombardata nel ’37, di notte.
Guernica è uno sguardo di sbieco con cui Picasso ha ferito l’umanità, durante l’esposizione mondiale di Parigi nel ’37.
E’ uno sguardo blu di cielo notturno.
Guernica sono due notti.
Guernica sono due ferite della società a se stessa.
La prima, è opera di macellai.
La seconda è opera di maestri.
Maestro di fioretto, quel Picasso.
Mi ricorda, nel Guernica, quegli "scritti corsari" (degli editoriali e dei corsivi) con cui Pasolini sgridava la borghesia usando la voce stessa della borghesia (la prima pagina del corriere della sera).
Dove sono ora questi tiratori di stoccate traditrici? Questi uomini capaci di incidere e di scavare a fondo, senza eremitaggio? Dove sono questi corsari?
In questa realtà che regala ai ribelli, l’abito buono delle feste; che ospita gli eretici nelle loro nicchie.
Dove sono quelli che gridano la proprie verità con linguaggi efficaci, che han voglia di fare adepti, di contaminare, di essere ascoltati? Troppo facile gridare in alemanno ed in goto, che questo mondo non va.
Picasso, Pasolini. Sposavano la società e facevano figli. La vecchia abitudine dei ribelli, di inseminare le figlie dei padroni. Per cambiare il ceppo. per cambiare la radice. Per attendere frutti nuovi.
Di questo abbiamo bisogno.
 November 25 Majori forsan cum timore sententiam in me fertis, quam ego accipiam.
E' forse maggiore la paura vostra nel pronunciare la sentenza della mia nel riceverla.
Giordano Bruno
Strana sensazione.
Appena ricordato, cosa che sarebbe dovuta accadere prima, che la mia compagnia è residejnte proprio nel comune di nascita e venerazione di San Bellarmino: l'inquisitore di Giordano Bruno.
A questo punto la consideriamo una benedizione dal basso sul progetto mio e di Massimiliano Larocca attorno alla figura dell'eretico.
Diciamo che gli diamo una carta per la rivincita.
Che poi a pensarci bene...Giovanni Paolo II ha chiesto scusa per aver bruciacchaito Bruno...ma mica ha scartato dalla lsita dei Santi Bellarmino...mah...
Stanotte ho dormito male.
Mi sono svegliato con la paura che lei fosse andata via.
Mi ero dimenticato che lei non era mai venuta.
Certe volte se ne sente l'assenza, quasi come fosse indispensabile una presenza che non dovrebbe esserlo affatto.
Nulla dovrebbe essere essenziale quando non lo si ha.
Questo ci regalerebbe una stabilità che qualche volta sognamo.
Tutto dovrebbe essere essenziale quando non lo si ha.
Per costringerci a partire ancora.
November 24 Nascosta come i ricordi solo sanno fare, che rubano l'essere sottili a certe sfumature del giorno,nascosta.
In ogni carezza che ho buttato via, ogni immagine rafferma, ogni furto della mia vista alla mia vita, ogni notte sola ed ogni notte piena di gente,
in ogni parola detta ed in ogni pensiero taciuto.
Sempre tu.
Da un tempo così lungo che a qualcuno farebbe paura, mi manchi.
Anche dove non sei mai stata, adesso sei.
Quando la presenza si traveste da assenza è difficile camminbare coi piedi saldi, e sia ssume la posizione di chi è semrpe pronto a saltare,
per schivare un colpo
per prendere un pugno a volo.
Adesso cerco quel che resta di me, lungo i contorni del ricordo di te, tra le immagini scomposte dell'ennesimo vagone, dell'ennesimo treno.
|